lunedì, ottobre 24, 2005
...oggi alle fabbriche Reggiane di Reggio Emilia abbiamo suonato con i Magpie...io e la Valentina, accompagnado letture di Alberto Bertoni...
...un luogo molto bello e suggestivo...ma prima di tutto "storicamente", e non solo, molto importante per la nostra Reggio...
...era "Music for Reggiane"...la fabbrica aperta, visionabile dal pubblico, con installazioni e performance di vari artisti...
...per noi un set improvvisato e un po' incasinato...ma comunque "emozionante"...un bravissimo Alberto Bertoni...un luogo, il Forno Stein all'interno delle Reggiane...e un pubblico attento e capace di ascoltare quel luogo, quel momento...
...torno dopo veramente tanto tempo a scrivere qui, ma lascio spazio alle parole di Davide Bellei, nostro amico, nostro ex batterista...
...grazie Davide...e grazie a chi era presente...
Caro Agnello
emozionante oggi alle Reggiane.
E' stata una forte emozione, per diverse ragioni.
Prima per le implicazioni storiche e politiche dell'evento
I martiri delle reggiane.
Le fonderie degli aerei da guerra.
L'altra metà degli edifici pericolanti.
I trattori R60, i treni e quant'altro usciva da quei capannoni.
Mio zio e mia zia che lavorano e si conoscono alle Reggiane (l'ho saputo in
serata).
Anche mio nonno ha lavorato lì. Non l'ho mai conosciuto.
Forse era tra quei fantasmi.
Poi perchè sentire le 'nostre' canzoni, ma soprattutto Happiness is sad
senza il suo testo appiccicato, quello con cui l'ho sempre vista vestita, fa un
certo effetto.Ma soprattutto la batteria elettronica... Un tempo ero io...
Comunque senza rimpianti... Forse appena un po'...
Sarà esagerazione pura. Ma nel tempio dei lavoratori manuali, dei tornitori e
delle fonderie, il ritmo dell'uomo è stato rimpiazzato dalla macchina.
Ultima: la rabbia. A volte molto vicina alle lacrime. Per le ingiustizie.
Per le storie tristi raccontate dai volti stanchi dei testimoni.E per la
memoria. Anzi la non-memoria.I martiri delle reggiane, spazzati dai fascisti,
così come i martiri del sette luglio, i fratelli Cervi, e chi più ne ha più ne
metta, fino a rasentare la banalità. Nessuno li ha mai ricordati davvero, mai.
Solo oggi torna un po' la "Memoria", ma penso che si tratti solo di una moda
passeggera.Finchè dura.Fino a quando ci sarà qualcuno che la tiene viva. Fino
a quando staranno in vita gli Alberto Bertoni e la gente che "c'era".
Nessuno rivuole quei tempi, quelle angherie, quelle ingiustizie. Ma non è
corretto buttare tutto e tirare l'acqua.
Spero di sbagliarmi, che non sia una folata di vento di passaggio, e poi la
calma.
Resta comunque che queste spinte esterne e interne, politica e storia, musica,
ricordi, emozioni, rabbia, tristezza, oscurità, si sono tutte scontrate.
Insieme. E sto ancora tremando un po'.....
Davide